Guida cedolino · 2026

Collaboratori occasionali: non hanno un cedolino

Aggiornato il ·A cura del team Lordo

Una piccola precisazione importante: il collaboratore occasionale non riceve un cedolino. Non è un dipendente: emette una ricevuta di prestazione occasionale, e il committente applica la ritenuta d'acconto. Ma capire la differenza è utile, perché spesso si confonde.

Sotto cosa cambia rispetto a un cedolino vero.

La prestazione occasionale

Caratteristiche:
  • Non è subordinata, non è continuativa
  • Limite cumulato 5.000 €/anno (totale di tutti i committenti)
  • Non serve P.IVA
  • Non comporta cedolino: si emette una ricevuta o una notula

La ritenuta d'acconto e i contributi

Il committente applica:
  • Ritenuta IRPEF 20% sul compenso (la versa per conto tuo)
  • Sopra 5.000 €/anno cumulati: contributi INPS Gestione Separata 25-30%, di cui 2/3 a carico committente, 1/3 tuo
Esempio: compenso lordo 4.000 € → ricevi 3.200 € (4.000 − 20% di IRPEF). Tu, in dichiarazione dei redditi, recuperi/integri.

Domande frequenti

Se supero i 5.000 € cosa devo fare?
Iscriverti alla Gestione Separata INPS. Sopra questa soglia non sei più "occasionale" e potresti dover aprire P.IVA, soprattutto se la relazione è ricorrente.
La prestazione occasionale dà diritto alla pensione?
Solo se versi contributi INPS (oltre i 5k €). Sotto la soglia non maturi contribuzione utile.

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Disclaimer: i contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale o del lavoro personalizzata. Aliquote e regole citate sono in vigore per l'anno fiscale 2026 e possono variare in base al CCNL applicato, alla regione di residenza e alla situazione personale. Fonti normative: TUIR (DPR 917/1986), L. 234/2021, DL 3/2020, INPS Circolari 2026, Agenzia delle Entrate. Per situazioni specifiche consulta un consulente del lavoro abilitato.